Nel 1951 gli istruttori della CIA scrissero un manuale di sopravvivenza finalizzato a preparare i propri agenti ad acquisire le competenze necessarie per affrontare situazioni limite in cui fosse stata messa in gioco la loro stessa vita.

Questo manuale, intitolato “Introduction to survival” è stato reso publico dalla CIA nell’ agosto del 2000 ed include quasi 300 pagine che coprono tutti gli aspetti ed illustrano tutti i principi e le regole da adottare per sopravvivere in situazioni estreme. Tra gli argomenti affrontati vi sono: tecniche di lancio con il paracadute, tecniche di orientamento in territori sconosciuti, tecniche di caccia e pesca, sistemi per accendere un fuoco, igiene personale, pronto soccorso e molto altro ancora.

Il manuale di sopravvivenza si articola come un vero e proprio corso ed è molto ricco di informazioni, motivo per cui richiede un certo tempo per essere letto ed assimilato. Se però volessimo estrapolarne i principali concetti chiave, potremmo sintetizzarli come segue:

Diventare esperti osservatori

L’acquisizione di tutte le competenze trattate nel corso di sopravvivenza, come la capacità di orientarsi, le tecniche di caccia, la scelta di un posto sicuro in cui rifugiarsi richiedono innanzitutto un’acuto spirito di osservazione, indispensabile in particolare per un agente operativo che si trovi a muoversi in territori ostili in cui le minacce possono nascondersi ovunque e palesarsi all’improvviso.

Essere pazienti

La pazienza è una virtù ed il suo esercizio paga sempre, in particolare in situazioni estreme in cui la sopravvivenza è messa seriamente a rischio. Quando si tratta di scegliere la via verso una zona civilizzata, o costruire una zattera di emergenza o ancora cercare un luogo in cui poter procurarsi del cibo, è necessario agire con cautela, valutando con pazienza ogni possibile alternativa ed evitando assolutamente di agire d’impulso.

Esercitarsi costantemente

Le competenze e le tecniche di sopravvivenza illustrate nel libro sono moltissime e non possono essere acquisite semplicemente con uno sforzo mnemonico. Particolarmente utile è esercitarsi nella costruzione di rifugi di emergenza, orientamento, accensione di fuochi con i mezzi più primitivi.

Prendersi cura del proprio equipaggiamento

Pulizia, manutenzione e protezione dell’equipaggiamento sono fattori di estrema importanza per garantire la sopravvivenza in un’area ostile. E’ importante mantenere puliti i propri vestiti, saper sanificare gli strumenti utilizzati per cucinare e mangiare, assicurarsi che tutto l’equipaggiamento sia opportunamente protetto dall’acqua e dall’umidità.

Curare l’igiene personale

Potrà sembrare banale ma si tratta di altro aspetto molto importante. Quando ci si trova in situazioni estreme si tenderebbe infatti a trascurare l’igiene personale reputandolo non strettamente correlato alla situazione di emergenza. Il problema è che ci si dimentica del fatto che il trascurare la pulizia personale può favorire l’insorgere di infezioni e malattie che potrebbero compromettere seriamente la situazione risultando anche fatali.

Mantenere la calma

Questo punto non è auto-esplicativo: il mantenimento della calma è la cosa più importante in assoluto che supera anche la capacità di acquisire le più complesse tecniche di sopravvivenza. Perdere la calma significa perdere lucidità, capacità decisionale e razionalità; ed esercitarsi nel mantenere la calma è probabilmente la cosa più difficile in assoluto in quanto richiede molta molta pratica: questo era attuale tanto nel 1951 quanto oggi!